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AMICILIST - La mailing list degli amici di Alcatraz e dintorni -
N. 6 del 28/12/2000
 
Ciao a Todos,
eccoci a salutare il 2000
le feste non vi hanno distratto, sono arrivate nuove iscrizioni e tanti messaggi e risposte per questa amicilist di fine anno
le vostre lettere sono sempre piu' lunghe e interessanti, cosi non posso fare a meno che pubblicarle tutte.
Scegliete voi gli interventi che piu' vi interessano e saltate il resto, oppure leggete tutto.. c'è ancora qualche giorno di vacanza !
 
E cosi si parla di amicizia e di Tribu con gabriella, ancora del catalogo merci dolci, di biodisel con Giuseppe, di origini dell'uomo con Grillo parlante, si fanno bilanci e aspettative sul futuro con Eaco.. poi nuove iniziative, new entry, racconti .. tanto e di tutto.
 
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From: gabriella <gabcan@infoservice.it>
Subject: amicizia

Qualcuno ha detto "Un amico è quello che sa tutto di te e nonostante questo
gli piaci",
battuta divertente a parte credo che in questa frase ci sia il segreto della
buona amicizia (e anche del buon amore). Credo che amare qualcuno significhi
non volerlo cambiare e avere le orecchie aperte all'ascolto. Mettere in
pratica queste due cosette è, secondo me, molto difficile. Abbiamo tutti
l'idea che come la pensiamo noi sia il modo giusto di vivere e non possiamo
ammettere che ci sia qualcuno che vive e pensa diversamente e malgrado
questo ha comunque un suo equilibrio.
E non ci rendiamo conto che è proprio nella bio-diversità che sta la grande
ricchezza del genere umano. E se siamo tutti pronti e "aperti"
nell'accettare culture diverse dalla nostra (siamo un gruppo, spero, di
tolleranti) poi nella quotidianità molta della nostra tolleranza e apertura
mentale va a farsi friggere nell'olio bollente delle nostre paure e delle
nostre convinzioni.
"L'ultima volta ho telefonato io adesso tocca a lui/lei"
" E' una questione di principio.... (ahh, per le questioni di principio si
fanno le guerre!!!)
E così via, potremmo citare decine di esempi ma alla base di tutto ci sta la
famosa frase "Se mi vuole bene capirà... se mi vuole bene ci sarà sempre per
me..."
Mamma mia... se c'è una cosa che funziona male al mondo è la comunicazione e
noi pretendiamo pure che ci capiscano senza parlare. Fantastico.
Neanche io ho risolto tutto, magari, ma visto che le varie litigate o
incomprensioni con gli amici mi facevano stare male e io detesto il
malessere emotivo a un certo punto ho deciso che avrei dato alcune cose per
scontate. Per esempio ho deciso che amo i miei amici e che loro mi amano.
Punto. 
E non ho dato valenze e aspettative alla parola amore. Non gli ho dato il
significato "è come me, vede la vita come me".
Fare questo mi ha dato una grande serenità, mi ha permesso di rilassarmi.
Non sempre andiamo d'accordo, non sempre facciamo delle cose insieme. Ma ci
siamo gli uni per gli altri. Ci siamo sul serio, intendo. E siamo una tribù.
All'interno di questa tribù ci sono tutte le tipologie. Se hai bisogno di
parlare due ore dell'umanità e dello sviluppo del mondo parla con Jacopo, se
vuoi ridere (ma forte a sganasciarsi) una serata con Cinzia e Eleonora, se
vuoi entrare nei meandri della mente umana andando ad analizzare ogni minimo
passaggio c'è l'altra Cinzia, un caffé con i biscotti e il calore della
quotidianità da Maria Cristina, barzellette ciniche e litigate (di quelle
con gli urli, che poi ti sfoghi un po' e passa tutto) con Marco e così via e
chissà cosa prendono loro da me, ma anch'io ho un mio ruolo in tutto questo
grande gioco della vita.
Il loro cuore e il mio sono molto grandi, c'è posto per tutti, e il livello
di amore è uguale per tutti. Non voglio che cambino voglio che "siano". Mi
piacciono perché esistono, per la fatica e la gioia dei loro giorni che si
intersecano coi miei. E non chiedo quello che non mi possono dare come non
do quello che non sono in grado o non voglio dare.
A un idraulico non chiedo che mi ripari l'impianto elettrico e quindi non
chiedo a X quello che mi può dare Y e non cerco di dare a Z quello che non
gli interessa quando invece ne ha tanta voglia M. E anche se non sento P da
mesi non vuol dire che non ci sia per me o io non ci sia per lui.
Ascoltare mi serve a capire tutto questo. Li ascolto e li guardo con gli
occhi del bambino che non ha visto ancora niente e mi lascio stupire. E mi
diverto un sacco.
Un bacio a tutti Gabriella

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From: Alessandro a.falchetto@libero.it
Subject: un saluto

A te che parti per un lungo viaggio lontano,
come saluto basterà il mio forte abbraccio.
Appare strano per noi, che quando ci salutiamo
anche sapendo che ci rivedremo domani,
i nostri saluti non finiscono mai.
Non voglio appesantire il tuo zaino
con le mie parole, basterà stringerti
forte tra le mie braccia in silenzio,
tu capirai questo lungo discorso.
Non sentirò la tua lontananza
perché tu sei dentro di me,
così non sarai mai sola
durante il tuo lungo viaggio lontano.
E prefiguro già il momento
del tuo ritorno, saremo come
le nuvole nel cielo dell’estate,
che quando si incontrano
scatenano un fragoroso temporale.
E il nostro non sarà soltanto
un temporale estivo, intenso ma breve,
sarà come il monsone: una intera stagione
intensa di gioia, di forti abbracci.
 
Federica, ti saluto così, vorrei tuttavia appesantire soltanto un poco il tuo zaino con il mio libro . . ., in modo che magari, in seguito alla sua lettura, tu scenda (in India) alla stazione sbagliata e ti ritrovi così sperduta in qualche remota vallata dell'Himalaya non ancora raggiunta dalla (corrotta) civiltà(?) occidentale. Così grazie al tuo carisma, diventerai la Principessa della (incorrotta) popolazione della remota vallata che, sotto la tua guida, intraprenderà il cammino per la redenzione dell'umanità (scusate se è poco). Che ne dici Federica?
 
Un forte abbraccio a Federica e a tutti gli altri amici, a chi parte e a chi non parte, e, tanto per cambiare. . . :
chi (e chi mai?) volesse leggere altre poesie, su Linkamici trova il mio (pseudo)sito, Settore: Cultura spettacolo, libri, Alessandro Falchetto, allegato 1 e seguenti...
Ciao,
Alessandro
 
emm .. sei veramente un pazzo visionario :-) ... scusami ma mi viene un po' da ridere o da sorridere.. immaginarmi guru nell'himalaya uh uh.. divertente
vabene grazie, ma il tuo libro, sorry, lo lascio a casa, l'ho già letto e ho già troppe cose da portare.
Non andrò tra le vette dell'himalaya, ma nell'india del sud.. kerala, karnataka, forse con una puntata nei villaggi del gujarat.
C'è anche l'idea di trascorrere una settimana a Goa presso El Shaddai l'associazione che ha costruito due case di accoglienza per bambini poveri provenienti dagli slums: ho conosciuto questa realtà grazie a Christina e a Diego (diego è un claun). Sono stati più volte a Goa a fare volontariato con i bambini  e ora hanno fondato l'associazione Border Life che tra le altre cose rappresenta il riferimento in Italia per El Shaddai (fra un po' sarà pronto anche il sito). Potete leggere qualcosa tra le news di linkamici http://www.linkamici.com/redazione/news/public_news.php3 ...
... e cosi lo zaino è già pieno di piccoli giocattoli destinati ai bimbi di goa e donati ...con un attimo di esitazione .. dai miei cari nipotini Matilde e Matteo :-)
 
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Subject: R: AMICILIST N.5 : arancie e patate

Cara Eleonora,
 
se il vostro intento è di dare a tutti - come dici tu - la possibilità di comprare  dei prodotti sani, buoni e belli,  spiegami come fatto  quei "tutti" a sborsare 400,000 lire d'un colpo, perchè io non lo so. Se lo sapessi lo farei anch'io, essendo goloso.
Ma ho famiglia, pesante da mantenere.
 
Un minimo di ordinazione di 400.000 lire  è un setaccio che  trattiene chi può da chi non può. E chi non può  sono  molti di più.
 
Saluti, Franco
 
non sono eleonora ma ti rispondo lo stesso
lasciando da parte alcune frasi che mi verrebbero spontanee .. :-) dico solo una cosa: possibile che sia sempre colpa degli altri?
aspettarsi sempre tutto dagli altri.. mah? Insomma tornando al catalogo delle merci dolci, che diventa solo un esempio per parlare di un atteggiamento diffuso e per me un po' irritante, .. abbiamo visto che c'è qualcuno che ha avuto l'idea, fa l'investimento, assume un rischio.. dall'altra parte: nessuna intenzione di contribuire.
"Voglio prodotti buoni e sani e golosi, che qualcuno ha già selezionato e confezionato per me e che mi mette a disposizione a costi relativamente bassi e comunque piu' bassi di quelli che potrei trovare al supermercato biologico.. ma non sono disposto a fare nulla: li voglio a casa mia senza nessuna fatica. Organizzarsi per un acquisto collettivo richiede tempo che non ho.. " .. se tutti ragioniamo cosi, se pretendiamo di non fare nulla e di aspettarci grandi cose dagli altri.. comodamente serviti.. non so a quali risultati possiamo arrivare.
 
Se vogliamo portare avanti questo dibattito credo che dovremmo farci una prima domanda del tipo:
"siamo tutti d'accordo che l'inziativa non è a fine di business? " - e se non lo siamo, vediamo prima di chiarire questo punto, dite i vostri dubbi..
se invece lo siamo, poniamoci la seconda domanda: " esiste un soluzione alternativa  per superare il limite delle 400.000 £ " e qui possiamo vedere se si tratta di un vero problema o di un finto problema, possiamo provare a fare due conti per capire se ha senso fare diversi livelli di sconto in base all'importo della spesa, capire se poi la gestione si complica e i costi aumentano troppo.., possiamo provare ad utilizzare internet per supportare gli acquisti collettivi (mettere in contatto con una bacheca le persone della stessa città che potrebbero fare ordini assieme...) non so, sono solo esempi, spunti, sto andando a ruota libera.. ma credo che siano queste le cose di cui parlare.. se a qualcuno interessa il progetto.
se poi non interessa non è certo un problema: per cui Franco nessuno ti obbliga ad acquistare dal catalogo, ma se a te interessa.. aiutaci casomai a trovare una soluzione
 
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From: Gustavo Mariconda <mariconda@empirerv.com>
Subject: risposta ad Albert

Caro Albert,
                   ti auguro di riuscire a realizzare  il tuo sogno di
vivere in campagna. Io sono ancora legato alla città, malgrado tutto.
Vorrei solo sottolineare come oggi purtoppo siamo costretti ad associare
l' idea di città con l''dea di coas, traffico, inquinqmente, rumore,
ecc. Questa è la patologia della città. C'e anche secondo me un aspetto
sano del fenomeno cittadino, perché la città è anche, o  dovrebbe
essere, il luogo dell'incontro , della cultura, e dello scambio. Forse
dovremmo lottare da un lato per una agricoltura sana, dall'altro anche
per una città sana, il che non è impossibile. L'olio di colza al posto
della benzina è un esempio di quello che si può fare.
Vorrei dire due cose sui costi dei corsi  e sulla spiritualità, in
quanto mi sento direttamente coinvolto come professionista. Vedi io mio
sito www.empirerv.com/mariconda
Per i costi personalmente ritengo anche accettabile la tariffa che tu
hai indicato, salvo che non venga male interpretata, cioè spesso chi si
fa pagare di più passa per essere il più richiesto, e quindi il più
qualificato.
Sulla spiritualità il discorso sarebbe lungo. Io credo all'esistenza di
una dimensione spirituale, ma diffido un po' da una ricerca della
spiritualità attraverso percorsi che spesso vengono venduti come
specchietti per le allodole a chi crede  che questa cosa sia dietro
l'angolo, magari  ad un costo molto alto in termini economici.
Il costo di una autentica crescita spirituale dovrebbe invece a mio
avviso essere più leggero in termini economici, e più pesante in termini
di impegno, costanza, onestà.
E spesso si dimentica anche che prima di arrivare a certe altezze
dobbiamo risolvere problemi più terra terra, come i nostri conflitti, la
nostra sessualità, aggressività, rabbia, dipendenza, incapacità di
amare, ecc. L'illuminazione viene dopo, eventualmente.
Saluti e auguri
                                   Gustavo

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From: Gabriele mele@libero.it
Subject: ueeeeelaa!! e a capodanno?

ueeela! proposte per capodanno?
porto con me il mio organetto diatonico (so... live music!), la pizzica
salentina... ; forse vengono un paio di amiche, e ki si vorra' unire...
ma dove? un posto colorato, di musica, cose naturali, persone
spontanee, sorprese...  uee fateci sape!!
gabriele 0347-1944030  meglio email a mele@libero.it , va bene sms,
tel. se necessario
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Subject: corsi computer e internet

Sono Beppe del GAG - Gruppo Animazione Giovanile di Corte Franca (BS).
Un paio di mesi fa, in contatto con www.franciacortaonline.it eravamo partiti con un'iniziativa senza pretese dal titolo «Che laùr él 'sto Internet» che aveva lo scopo di mettere a contatto i navigatori "navigati" con i neofiti di Internet. Per quel giorno avevamo messo a loro disposizione alcuni computer in modo che fossero in condizione di navigare a piacimento.
 
Abbiamo incontrato e fatto incontrare diverse persone, ma abbiamo visto ci sono ancora molte persone messe peggio di noi ("i profani del webb"), che non conoscono neanche il necessario per usare il computer.
Abbiamo capito che la cosa metteva in imbarazzo coloro che invece avevano la volontà di capire e non "fare figuracce".
Allora abbiamo pensato di fare alcuni corsi "spartani" di "alfabetizzazione" (a 3 livelli) che in realtà sono il pretesto per mettere in contatto necessità e capacità.
1) corso di computer modulo base per imparare cos'è il computer, Windows, Word, Excel (accenni): 5 incontri di 2 ore (uno già tenuto a dicembre e verrà replicato a gennaio 2001);
2) corso Internet modulo base per imparare cos'è internet, la navigazione, la posta elettronica: 4 incontri di 2 ore (a gennaio 2001);
3) corso Internet modulo "avanzato" per pubblicare pagine proprie: struttura di una pagina, creare un proprio sito nella rete, la pubblicazione (4 incontri di 2 ore e si terrà a febbraio.
Sede degli incontri è la sede del GAG di Corte Franca (BS).
Costo? Chiediamo solo un contributo per le spese di £. 50.000 per ogni corso (anche perché il nostro obiettivo è puntato prevalentemente sui giovani tra i 14 ed i 25 anni).
Abbiamo il problema di dover limitare la capienza perché possiamo accogliere solo 7-8 persone per corso in quanto non abbiamo computer a sufficienza e perciò chiediamo aiuto anche a voi per:
1) poter avere qualche computer "gratis" (non ci interessa avere l'ultimo modello, va bene anche se è riciclato) perché non abbiamo introiti diversi da quelli che escono dalle nostre tasche e non siamo legati a parrocchie confessionali o di altro tipo;
2) trovare qualcuno che abbia fatto esperienze simili o, che abbia intenzione di farne.
Abbiamo intenzione anche di aprire la nostra sede un giorno alla settimana in modo che chi volesse "smanettare" abbia un posto dove farlo senza essere costretto a "consumare" qualche cosa (ma questo è ancora da definire).
 
Tra le altre attività del gruppo ci sono anche corsi di chitarra, tastiera, batteria e basso, ma delle altre attività potete leggere all'indirizzo: http://digilander.iol.it/gagcortefranca
 
Ciao. Beppe Zani.
 
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Subject: Somoslatinoamerica. Torino.

SALVE !
 
Sono Giuseppe e vi scrivo da Torino.
Complimenti per il Vostro sito e per l'idea "Amicilist".
 
A Torino è nata un iniziativa per promuovere le attività della comunità latinoamericana nella nostra città e
regione ( anche in Italia).
Il suo nome è " SOMOSLATINOAMERICA " (siamo latinoamericani) e si compone di due parti.
La prima è un periodico con notizie su America Latina e varie iniziative della città di Torino.
La seconda  è un newsgroups al seguente indirizzo.:  http://es.egroups.com/group/infolatinoamerica
 
Grazie per la Vostra collaborazione e tanti auguri per un fantastico ANNO NUOVO !
 
Giuseppe
 
Per comunicazioni,suggerimenti , idee....:
E-mail  katequil@aerre.it Tel.:0338.4344353
E-mail romano.giuse@tiscalinet.it Tel.:0338.3715118  fax 02.700.445.683
 
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From: roberto zambrenti <roberto@zeri.org>
Subject: son proprio io!

eccomi qua, tra tutti voi!
sono roberto zambrenti, 28 anni, di verona, un passato tra le
cooperative autogestite di ginevra (in quel dei monti svizzeri), il commercio equo e solidale,
cucina vegetariana per i rappresentanti dei popoli indigeni che partecipano alle conferenze
delle nazioni unite sui diritti umani.
attualmente collaboro con l'associazione EmissioniZero di milano, per promuovere
i nuovi paradigmi dell'economia considerando i cicli produttivi in maniera sistemica,
senza rifiuti, ispirandosi alla natura, con la tecnologia attuale e la creativita' umana,
soprattutto quella dei ragazzi delle superiori (progetto Zeri-Link)
suono il didjeridoo, amo fare il pane a lievitazione naturale e tutto
quanto e' cucina 'povera', mi interessa tutto quanto e' legato allo sviluppo della
persona in armonia con la natura, la permacultura, lo yoga integrale
(cioe' da fare nudi in una spiaggia australiana) e la gioia di vivere.
scrivo racconti surrealisti e sono alla ricerca di un
casolare dove coltivare tutto cio' con un po' di stacco dai suoni metropolitani.
ecco qua per il momento un saluto a tutti voi chiunque e ovunque
roberto
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From: Fabio Casto <castofabio@hotmail.com>
Subject: New entry!

Ciao a tutti!
E' con enorme entusiasmo, grandissima gioia, sovrumano silenzio e
profondissima quiete che entro violentemente nella vostra mail in qualità di
nuovo iscritto (nr.191?).
Sono un pò nuovo del settore e ancora mi devo orientare, sicchè me ne starò
in un angolino a leggervi in silenzio, interrompendovi di tanto in tanto per
dire qualche scemata, se mai tornerò in questa stanza virtuale.
O come dice Nanni Moretti "mi si nota di più se non vengo, o se vengo e sto
tutta la sera in un angolo?"...ehehe!
Ma veniamo al nodo cruciale di questo mio intervento: diamo spazio agli
opportunismi, ben vengano gli interessi di parte e annunciamo la lieta novella.
Spinto dalla carica incoraggiante della carissima e simpatica Federica (ma
voi l'avete mai vista, è carina, vero?...anche se ho saputo essere
romagnola...va bè) sono qui per proporvi la lettura di un romanzo da poco
pubblicato e, cosa ancor più interessante, partorito dalla mente inquinata
del sottoscritto.
"Insomma, sei qui per farti pubblicità!" direte voi....
"In effetti sì..perchè, non si può?"
Il titolo è "Oasi", edito dalla Editrice Nuovi Autori di Milano, ed è la
storia di un viaggio in Thailandia, alla ricerca di uno spazio geografico ma
soprattutto mentale dove poter coltivare una serenità interiore a lungo trascurata.
Incontri, introspezioni, input di vario genere, ironia e "cazzate di vario tipo".
Incuriositi?
No?
Allora visitate il sito http://utenti.tripod.it/oasi74
...tanto non vi costa niente.
Poi fatemi sapere.
Per il momento vi saluto ma non escudo di tornare a rompervi le scatole nei
prossimi giorni...vedrò...dipende.
Statemi bene.
Fabio Casto.
perchè.. cos'hanno che non va le romagnole? :-)
 
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From: Massimo Dal Checco <massimo.dalchecco@inwind.it>
Subject: Uno sfogo

Cosa cercavo? amore e sincerità
Li ho trovati in una ragazza e poi nei nostri figli

Li ho cercati per 15 anni vivendo in campagna
Non li ho trovati negli altri che vivevano lì
Da loro incomprensione e menzogne
Per chi è diverso perché ama
Per chi non si accoda alla processione
a testa bassa per non vedere oltre e gli altri

Ma quando mi fermavo a guardare il bosco,
il prato, il lago, il cielo e i loro abitanti.
Il silenzio, gli animali e le piante
e la casa dove abitavo
allora mi scoppiava la felicità dentro
una voglia di gridare al mondo che ero felice
che facevo parte di tutto quello
la sensazione di essere una cosa sola
un solo corpo che respira e vive

I bambini giocavano
Mi correvano incontro
insieme al cane,al gatto e alle galline
e mi rotolavo per terra con loro
osservati dai puledri curiosi oltre lo steccato
e allora mi mettevo a quattro zampe e facevo il cavallo
e i bambini i cavalieri

Ho cambiato lavoro e casa
non abito più nella casa del bosco
in riva al laghetto con le papere e gli aironi
Anche lì non c'è più il silenzio
è stato sbranato dagli aerei che partono da malpensa.

è la prima volta che scrivo qualche cosa che potrebbe essere letta da altri
(se avrò il coraggio di inviare).
Perché vi dovrebbe interessare
Forse perché sento che in voi c'è amore e sincerità

ciao Max

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From: Giuseppe newager@edisons.it
Subject: R: AMICILIST N.5 : arancie e patate

cari jacopo & c.,
 
solo un piccola riflessione sul biodisel e i biocarburanti in genere.
Ottima risorsa ma ......attenzione alla colza e alle altre coltivazioni energivore. 
Bisogna puntare a colture che non hanno bisogno di inputs elevati altrimenti è più l'energia petrolifera che si consuma per coltivarle di  quella che otteniamo dall'energia solare con le stesse.
Sembra assurdo (anzi lo è proprio!) ma oggi spesso l'agricoltura invece di produrre consuma. Alcuni esempi:
per portare un kg di lattuga coltivata con i concimi chimici e pesticidi sulla nostra tavola (compresi trasporto e packaging) consumiamo ca 2000 Kcal di energia petrolifera e ne mangiamo 200 (di solare). Nella coca cola ogni caloria presente ce ne costa ca 500 di petrolifere!! ( Fonte Prof.David Pimentel - Università di Cornell Ithaca, atti del 3° Corso Internazionale di Agroecologia - Perugia  12- 21 giu 2000 ed. Agernova ): Voglio vedere chi ha più il coraggio di bere  o vendere una coca o sprite.
Per ogni kg di concime chimico azotato si consumano ca 3 kg di petrolio ; con i pesticidi e diserbanti il rapporto è di 1 contro 10 di petrolio.I concimi distruggono la sostanza organica dei terreni , tanto che 10 milioni di Ha al mondo si perdono ogni anno per erosione, e tutto il carbonio della sostanza organica finisce nell'atmosfera come CO2. contemporaneamente ca 17 milioni di ha di foresta sono tagliati ogni anno per fare colture o allevamenti intensivi, che lasceranno infine il deserto (D. Pimentel).
Ora, la colza è tra le colture più "consumiste" in quanto a concimi e diserbanti e in più è tra le monocolture "transgeniche"  più diffuse (!!), in Usa e Canada  e resistente anche lei, come la soia "lesbica" e il mais "trans", senza offesa ovviamente, all'ormai famoso erbicida Roundup (responsabile secondo una ricerca svedese, una volta immesso nell'ambiente, dell'incremento di un lifoma mortale "Linfoma non Hodgkin", ed ampiamente usato dappertutto, compresi prati e giardini pubblici e privati...Mi sono divertito a controllare il registro dei tumori della regione umbria e risulta anche da noi un incremento di 8 volte dei casi di linfoma in questione negli ultimi 10 anni, più o meno da quano c'è il Roundup...)
Il  polline transgenico della colza si incrocia con quello di piante selvatiche facendole divenire superinfestanti resistenti al Roundup, come la mamma "Colza Pazza".....E anche con il girasole siamo lì, in quanto a consumismo.
....Insomma quale può essere l'alternativa?
Indovinate un pò?
Le leguminose, coltivate biologicamente, che non necessitano di azoto chimico perchè glielo regalano i batteri con cui sono in amorevole simbiosi sotterranea ( ad es quelle da olio, come la soia biologica o da biomassa come le ginestre e l'acacia, che crescono dappertutto, da cui si può produrre alcool) e soprattutto la "superstar vegetale delle biomasse" la strepitosa Cannabis sativa, detta anche Canapa Tessile, che viene su praticamente da sola ( l'Italia era la prima produttrice in Europa ,finche le multinazionali petrolifere non la hanno fatta vietare nel dopoguerra, con la scusa delle "canne" e con la forza dei "cannoni", per vendere fibre sintetiche) e produce oltre alla fibra multiuso  un olio dai semi, e molte sostanze medicinali (il cannabinolo è ad es. il miglior medicamento per il glaucoma oculare, ovviamente il tasso deve essere basso altrimenti si va nella galera per coltivazione di stupefacenti). Dagli scarti della fibra si può ricavare alcool in quantità.
Oggi ci sono le varietà a basso cannabinolo e in Germania e Francia si sta ridiffondendo la coltivazione e l'utilizazione della fibra tessile e nell'industia delle auto. l'italia è ancora al palo, tra mille difficoltà tra cui il seme che non si trova più se non dai francesi ( e pensare che le varietà migliori sono tutte di origine italiana, ma le abbiamo regalate per paura della finanza ( dichiarazione di universitari ). In umbria c'è una delle 2 sole ditte in tutta italia  autorizzate dalla cee al ritiro della canapa. Una brutta notizia è che il premio di coltivazione cee è stato ridotto da 1.300.000/ ha a circa la metà ( proprio ora che qualcuno si era organizzato per coltivarla...)
Insomma i nostri motori potrebbero andare ad oli  biologici vari (all'aroma di cannabinolo) ed alcool.
"Macchine Dionisiache"
.. e tutti nelle città sarebbero oltre tutto un pò più allegri (sicuramente più che della puzza dei Mc.Donald della colza) ,
 anche se qualcuno sicuramente lo troveremmo a sniffare dal tubo di scappamento...L'importante è che non si  "Sballi il motore"
( e il conducente ovviamente)
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ps. Meglio ancora sarebbe andare  con motori a idrogeno,o ad energia elettica da fonti rinnovabili ( Altrimenti è meglio andare a benzina visto che dal petrolio l'energia elettrica ricavata equivale si e no al 30 %...) anche perchè se supponessimo di mandare tutti i camion d'italia (4.000.000 ca) a biomasse coltivate su tutte le terre agricole disponibili in italia (20.000.000 di ha ) a 20 q.li di olio per ha (supponendo delle rese record) fanno 400.000.000 di q.li, diviso i camion  sono 100 q.li = 10.000 litri/ ciascuno, con cui ci fanno ca 50.000 Km( meta di quanto percorrono in media ?). E le macchine che sono 20.000.000 ?: 2.000 litri a testa= 40.000 km. O le macchine o i camions: e  ci mangiamo  i gas di scarico .
Naturalmente i biocarburanti possono dare una bella mano nelle città, e si può aumentare la disponibilità con l'alcool dai residui forestali e dalle immondizie, ecc
 
buone feste a tutta la sarabanda di Alcatraz e al vicinato delle colline, da tutto lo staff Agernova
 
Giuseppe Altieri - Artecology,2000 - Cultura per la "Naturaleza" (Progetto "NINA")...che sarebbe mia figlia
 
grazie per queste indicazioni
non sono esperta in materia, ma vorrei solo dire che quello dell'olio di colza rappresenta comunque un grosso risultato e una grossa sfida per incominciare a cambiare visione, per un salto culturale e sociale,
poi ci saranno sicuramente altre risorse migliori, ma il primo punto è quello di iniziare ad affiancare all'utilizzo del petrolio energie alternative.
Insomma incominciamo a godere di questi primi importanti risultati: oggi l'olio di colza, domani la cannabis ! , ... e poi i motori ad idrogeno.. e chissà se fra qualche anno davvero lo smog sarà diventato un vecchio ricordo.. :-)
 
***********************
Subject: COSTRUIAMO IL NOSTRO FUTURO

Care amiche e amici
mentre si sta chiudendo l'anno, un bilancio dell'anno trascorso e una
prospettiva di quello a venire più o meno emergono in tutti.
Posso parlare per me e per quello che fa il Celestinian Center e Alba Magica.
Con tanti, con cui prima eravamo solo amici telematici, ci siamo anche conosciuti
quest'anno in tante occasioni di convegni, incontri ecc. e cosi é avvenuto a
milioni di persone come mai era successo prima in passato.
......
L'emergere di una nuova spiritualità in Italia e nel mondo si manifesta con un crescendo che
dal mio osservatorio forse é più evidente che mai e che vorrei trasmettere
meglio. Vedo anche persone spesso 'a terra', demoralizzate e preoccupate per
le cose di questo mondo che ci possono assalire, le malattie, la mancanza di
amore e di serenità, la sopraffazione, la mancanza di lavoro, ecc. Eppure mi
capita di vedere crescere enormemente quanto non pensavo di poter vedere
ancora in vita mia:  la consapevolezza di possibilità veramente grandi di
poter fare un salto in avanti. Questa consapevolezza é cresciuta anche
grazie alla collaborazione che si è realizzata in mille (alla lettera!)
situazioni e con un numero enorme di persone. Anche per questo bisogna
superare nichhie e limiti di ogni tipo. Il tempo é prezioso ORA in modo particolare.
Ho cercato di esprimere questo anche nel libro La Nuova Visione del Mondo,
negli articoli su Alba Magica e gli argomenti che preferisco sono gli esempi
che ho riportato e sostenuto.
Quest'anno abbiamo avuto in Italia anche la visita di James Redfield, un
uomo semplice e che va dritto al problema-liberare l'uomo dalle dipendenze-
me lo ha ripetuto in tutti i modi e l'ho riportato in interviste, seminari,
corsi, convegni, ecc. In 'Il segreto di Shambhala' ci ha riproposto il tema
del passaggio dalla iniziazione di pochi a tutta l'umanità, in quest'epoca,
quella dell'Acquario che è anche l'epoca prefigurata nella nona sinfonia di
Beethoven. Con decine di migliaia di persone abbiamo fatto moltissimo. Ho
visto anche che é cresciuta la consapevolezza che é questo il momento in cui
possiamo fare di più e meglio partendo da noi stessi: meglio e più insieme
che mai.  L'era dell'acquario é l'era del corale, della sinergia, dell'unità
nella espressione della diversità.
RITENGO CHE IL 2001 ASPETTA DA NOI IL PASSAGGIO A SINERGIE PIù ELEVATE, PROFONDE  ED ESTESE.
Poichè sento questo sto lavorando ormai con tante altre persone e anche
associazioni e gruppi, movimenti, alla preparazione del convegno COSTRUIAMO
IL FUTURO, PER UNA NUOVA COSCIENZA PLANETARIA. LO SCOPO FONDAMENTALE DI
QUESTO CONVEGNO NON E' di farci mille relazione ma di DISCUTERE, CONVERSARE,
E CI SONO AREE TEMATICHE SU CUI è POSSIBILE APPROFONDIRE LA CONVERSAZIONE.
PER TRE GIORNI CI RIUNIREMO A PADOVA L'11-12-13 MAGGIO DEL 2001-->>per elaborare
consapevolmente linee evolutive di questa nuova civiltà e per
sapere come la vogliamo, come vogliamo costruirla, come poi andare a
discutere dopo il convegno con altri milioni di persone ancora, cosa fare
insieme del nostro futuro PER COSTRUIRE UN MONDO IN CUI FARE EMERGERE LA
INFINITA RICCHEZZA CHE E' DENTRO DI NOI.
.....
 
CREDO, LAVORO E DESIDERO CHE IL 2001 SIA ANCORA UNA ANNO MIGLIORE DI QUESTO
CHE STA FINENDO PER IL SUPERAMENTO DI BARRIERE DENTRO E FUORI DI NOI CHE CI
CONFINANO SPESSO NELLE NOSTRE NICCHIE E RICACCIANO INDIETRO IL POTERE DI
ESPRIMERSI DEL NOSTRO CUORE E MENTE CONCORDI.
Per ora desideravo solo esprimere questo augurio per il 2001: che tutto ciò
che le persone hanno dato e stanno dando, da qualsiasi parte provenga, per
fare un salto evolutivo, vivere in pace e sviluppare le capacità che sono
nell'intero essere umano, possa fare un passo decisivo in avanti.
Quindi luce che ci illumini costantemente, serenità con cui superare i
drammi della vita, amore come dono da dare e ricevere in tutte le forme,
saggezza per usare meglio il nostro divino potenziale e creare insieme il
nostro oggi e il domani. L'augurio migliore é forse quello di lavorare
insieme per tutto questo. E' anche già la preghiera-intenzione di decine di
milioni di persone.
Un fraterno abbraccio
Eaco

eacus@iol.it  celestinian@iol.it
 
Quanti desiderano inviare il loro augurio, le speranze, le idee che hanno,
il bilancio che fanno dell'anno passato e le aspettative per il futuro
possono inviarle anche in replay. Le immetteremo sulle nostre mailing list e
sull'Onda di Celestino.
Informazioni e iscrizione al convegno
 
per Eaco e i lettori: ho tagliato alcuni passaggi (ho messo i puntini) scusatemi ma temevo davvero che fosse troppo lungo.. la sostanza del messaggio penso sia chiara comunque
 
*******************************
 
From: Grillo parlante gri.parlante@libero.it
Subject: PACE

Grillo Parlante, per non smentire la propria fama di saggio (la cui saggezza viene perlopiù misconosciuta, derisa e vilipesa), trasmette su Amicilist (in 2 volte) il testo della conferenza tenuta dal Prof. Franco Fornari nel suo ultimo anno di vita (1985): "La pace all'origine della specie umana, ovvero le origini psicoanalitiche della non violenza".
Lo scopo è quello di aprire un discorso (con tutti voi) sulla PACE, ritengo che sia valido un approccio dell'argomento anche dal punto di vista scientifico, non solo morale e/o ideologico, non arricciate il naso, lo ritengo un approccio utile proprio perché la scienza, e forse particolarmente la psicoanalisi, sono in mano "a lor signori", che sono poi quelli che fanno le guerre e commettono ogni sorta di violenza e di nefandezze.   (il testo non "ce lo avevo già", lo scrivo apposta per Amicilist...leggete, grazie!)
 
"Per chiarire l'origine della non violenza, vorrei rifarmi all'origine della specie per vedere se corrisponde o no a realtà l'opinione molto diffusa secondo la quale si dice che l'uomo è il più violento di tutti gli animali. Effettivamente l'uomo ha dominato tutti gli altri animali, sia le forma di vita vegetale, sia le forme di vita animale, ha creato l'agricoltura, l'allevamento del bestiame: l'uomo è diventato il signore della terra.
Ma l'uomo può essere considerato violento, se si è preso cura della crescita di tutti gli animali e di tutti i vegetali?
D'altra parte corrisponde al vero che siamo così pacifici? Specialmente gli etologi hanno dimostrato che l'uomo è l'unico animale che fa la guerra, cioè uccide all'interno della propria specie.
C'è stato poi Darwin, c'è stata una illuminazione su quella che è stata l'origine della specie. Noi oggi sappiamo che viviamo sul pianeta terra assieme a tanti altri animali e qualche cosa, nel fiume dell'evoluzione, ci ha portato in primo piano rispetto a tutti gli altri; oggi è possibile interrogarci sulla mutazione dell'uomo, cioè sull'origine della specie, cl problema di Darwin, con dei nuovi dati che io reputo rivoluzionari.
Una di queste scoperte (gole dell'Olduvai - Tanganika), per esempio, è stata che assieme ai fossili dei primi uomini, c'erano delle raccolte di tibie di antilope (ossa della lunghezza di 30-40 cm) e con questi resti, accomunati ai resti di fossili umani, c'erano dei crani di babbuino fracassati. Alcuni ritengono che l'uomo sia nato da una scimmia assassina e che la tibia di antilope sarebbe stata la prima arma. Bisogna notare che la tibia di antilope, con questa interpretazione, diventa una specie di utensile aggressivo. Ma il problema che io ritengo più importante è l'accumularsi di dati che mettono l'attenzione sul fatto che l'uomo è nato attraverso l'ingrandimento del cranio ed il restringimento del bacino, l'uomo è l'unico animale che ha acquisito la stazione eretta e che ha la deambulazione bipede, che avrebbero determinato il restringimento del bacino. Nello stesso tempo, se si va a vedere sulla corteccia celebrale dell'Homunculus, ossia la proiezione del corpo umano, si osserva che la zona della bocca e la zone della mano sono in zone celebrali più dilatate. Questo significa allora che il cervello ha sviluppato specialmente le funzioni della bocca e le funzioni della mano.
Queste funzioni sono fondamentalmente: il linguaggio per la bocca, dato che parliamo con la bocca ovviamente, e con la scoperta degli utensili, l'uso delle mani come organi prensili. Questa è la grossa mutazione: quella degli utensili e del linguaggio. Ma questa mutazione ha ingrandito il cervello rispetto agli antropoidi: ingrandendo il cervello e quindi ingrandendo la testa, e nello stesso tempo con la stazione eretta che ha ristretto il bacino, si è verificato quello che gli paleoantropologia chiamano "il dilemma ostetrico". E' come se l'uomo si fosse trovato nel rischio di non poter nascere, perché se il bacino si restringe e la testa si allarga è evidente che si prospetta l'impossibilità della nascite. La soluzione che l'evoluzione ha dato a questo dilemma è stata quella della nascita prematura, cioè io figlio dell'uomo è l'animale più immaturo, più inetto di tutti gli animali, il più bisognoso di cure. Ma questo ha implicato che, se il bambino quando nasce non trova una mamma che lo porta al seno da solo non ce la fa.
In questa situazione, uno degli altri elementi che vengono oggi posti nel fuoco della riflessione sull’origine dell’uomo, sull’origine della specie, è che noi, in confronto con gli altri animali, abbiamo avuto la perdita del grande canino. Ovvero i babbuini, quelli di cui rimangono i resti di crani fracassati, probabilmente con le tibie di antilope che servivano per colpire a distanza, i babbuini appunto hanno un grande canino. E ancora adesso sono stati visti dei babbuini che riescono a mettere in fuga dei leopardi quando ingaggiano il combattimento, tanta è la forza di questi grandi canini.
Ma, e qui comincia la riflessione più propriamente psicanalitica, il grande canino ce l’hanno i maschi, le femmine no, e quindi quando il maschio ingaggia il combattimento e magari riesce addirittura a mettere in fuga il leopardo, la femmina scappa, non ha alcuna attitudine al combattimento, scappa e corre a proteggere i piccoli. Come se nei babbuini ci fosse una divisione rigida tra la violenza, l’attacco, l’attitudine al combattimento dei maschi, e nelle femmine invece ci fosse solo l‘attitudine a proteggere i piccoli. Questo significa che il maschio umano, avendo perso il grande canino che aveva il maschio dei babbuini, ha assunto il carattere che nei babbuini aveva la femmina.
E quindi siamo davanti a questo risultato sorprendente che ci fa pensare che l’uomo sia nato da una specie di mutazione che potremmo dire non violenta a livello naturale, in quanto, avendo perso l’uomo i grandi canini, ha dovuto servirsi degli strumenti, cioè della tibia di antilope, come prima arma per potersi difendere. Ma se le cose stanno così, l’ipotesi psicoanalitica che io avanzo è che l’uomo sia nato da una specie di mutazione non violente, che a sua volta implicava la omologazione alla femmina.
Questi due fatti propenderebbero per l'ipotesi che l’origine della specie umana sia stata da un fatto che va verso la privazione dello strumento di combattimento violento, che ha messo l’uomo in pericolo di sopravvivenza, che ha determinato però la necessità di trovare altre soluzioni, e queste altre soluzioni sono nate dalla scoperta e dall’uso degli utensili. Gli utensili sono nati dall’intelligenza dell’uomo, non da una dotazione violenta naturale, e questo mi sembra molto importante. Mentre il cane e il gatto per prendere qualche cosa si servono della bocca, noi ci serviamo delle mani, ma mentre gli animali hanno il muso che implica appunto la funzione prensile della bocca, l’uomo ha arretrato il muso ed il muso si è trasformato in volto. Ma il volto è lo specchio delle emozioni e degli affetti, e quindi l’uomo sarebbe nato dal dilemma ostetrico, dalla nascita prematura del bambino e, nello stesso tempo, la perdita del grande canino ed una relativa femminilizzazione del maschio avrebbe implicato una assunzione da parte del maschio delle funzioni femminili materne. Queste funzioni sarebbero legate al fatto che il maschio umano ha attitudini parentali, cioè sviluppa un atteggiamento affettivo positivo, un legame affettivo positivo verso il proprio bambino che dura tutta la vita.
E’ in questo senso allora che si può parlare, si può fare l’ipotesi, che l’origine della specie sia stata marcata da una situazione non violenta. Come mai allora il problema della guerra? Ora per chiarire l’aspetto specifico che per l’uomo ha avuto una relativa femminilizzazione del maschio, l’acquisizione degli attributi femminili, cioè l’accudimento verso la prole, l’amore verso la prole collegato agli affetti, può essere richiamato un rituale molto specifico di molti popoli primitivi per cui al momento del parto, siccome i popoli primitivi ritengono che gli dei siano invidiosi delle fortune degli uomini, quando la madre partorisce, va a partorire nei campi, al di fuori della capanna, mentre il maschio si mette a letto e simula lui le doglie del parto. In questo rituale è molto evidente l’identificazione del padre con la madre, perché è lui che simula il parto ed è lui che deve assorbire le influenze nefaste che possono derivare dagli dei (invidiosi delle fortune degli uomini).
E’ un po’ su questa proiezione della paura degli dei che si può spiegare il rituale descritto, per cui siccome il parto, in realtà il dilemma ostetrico, ha determinato il trauma del parto che può implicare il rischio di morte per la madre e per il bambino, allora il padre si mette lui al posto della madre, perché il pericolo di morte se lo assume su di sé. Ma questo significa allora che il dilemma ostetrico avrebbe determinato una situazione specifica del padre, per cui il padre assume una specie di ruolo di redentore, di ammortizzatore della violenza che è nel parto e che può implicare fantasie ed anche, prima della medicina scientifica, reale pericolo di morte: il padre ha assunto di prendere la morte su di sé. Io questo non lo considero affatto un gesto violento, se confrontato con il babbuino dai grandi canini, vediamo che il maschio umano ha questa funzione di ammortizzatore della morte, ma che la violenza è però costituita non da un’aggressività dell’uomo. La violenza in realtà è all’interno del meccanismo della nascita del figli dell’uomo, e questo lo sanno tutte le madri che ci hanno generato.
Il momento del parto è effettivamente un momento di violenza, ma è una violenza che serve a generarci, allora cominciamo a capire che il problema della violenza rispetto agli altri animali acquista un significato particolare che è orientabile verso la non violenza.
 -fine prima parte-
Bibliografia (minima): Franco Fornari "Psicanalisi e cultura di pace", a cura di G. Magherini, edizioni cultura della pace / Franco Fornari "La lezione Freudiana", Feltrinelli / Andrè Leroi Gouran "Il gesto e la parola", Einaudi.
 
il grillo parlante dopo brevi interventi si è scatenato!! comunque grazie mille per il tuo lavoro di trascrittura. 
Questo discorso sulle origine violente o non violente dell'uomo mi interessa in modo particolare: credo che cambi molto la prospettiva e quindi l'interpretazione attuale dell'uomo e delle sue potenzialità. In altre parole dando per scontata l'origine violenta dell'uomo ci si trova ad accettare come inevitabili guerre, lotte, soprusi.. se invece si prende in considerazione, anche solo come ipotesi, un'origine pacifica e "allegra" dell'uomo... cambia un po' tutto: allora non si accetta più con rassegnazione questa condizione umana, ma ci si chiede perchè siamo finiti qui e come possiamo recuperare la nostra umanità originale.. ecc ecc.. insomma per me è stato un passaggio davvero illuminante!
C'è un testo di cui ci ha parlato spesso Jacopo e che purtroppo non ho ancora letto che si intitola "Il piacere è sacro" di Raine Eisler (ed. Frassinelli.) Navigando un po' ho trovato un sito fondato proprio da questa autrice con idee rivoluzionarie riguardo all'antropologia e all'evoluzione umana. http://www.partnershipway.org/ Nel sito c'è la storia dell'autrice e le recensioni dei suoi libri. Lo consiglio a chiunque sia interessato ad approfondire questi argomenti.. e naturalmente aspettiamo la seconda puntata dal Grillo.
 
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Stop Amicilist n 6 - fine dell'anno 2000 - pausa Amicilist per me
 
lascio le redini a Sebastian.. ciao Seb ;-)
 
mi mancherete, davvero, ... spero di potervi leggere dall'india !
.. e se qualcuno proprio muore dalla voglia di contattarmi  (non fate a botte) ... ho creato questo indirizzo e-mail su internet fede-linkamici@katamail.com. magari entrando in qualche internet cafè riesco a leggerlo .. ma non vi garantisco risposte a breve :-)
 
spero di ritrovarvi tutti e anche piu' di oggi
grazie davvero.. all'inizio non sapevo cosa veniva fuori, ma adesso sono già strafelice di potere parlare con tanti di voi e di vedere la vostra partecipazione cosi ricca e autentica..
...
..aiutoooo .. non so come chiudere.. in genere a questo punto preferirei andarmene alla chetichella..
vabene
vi abbraccio forte
fede
 
 
 
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